Il Presidente della Provincia dell’Aquila è l’avvocato Angelo Caruso.
Eletto amministratore del Comune di Castel di Sangro nella tornata elettorale del 1990, ha ricoperto costantemente le cariche di assessore e vice sindaco fino al 2015, anno in cui è stato eletto Sindaco.
Nel 2017 è stato eletto Presidente della Provincia dell’Aquila, incarico per il quale è stato riconfermato nel 2021 e per la terza volta nel 2025.
Nel 2018 è stato eletto Presidente del direttivo UPI Abruzzo e, in tale veste, è membro del direttivo nazionale dell’Unione delle Province Italiane, dove il 23 marzo 2023 è stato nominato Vicepresidente nazionale.
Nel 2021 è stato nominato membro del Comitato nazionale per il turismo dal Ministro Garavaglia.
IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE
Il futuro della pianificazione territoriale è il futuro.
Essa nasce e si evolve attraverso continui stati di equilibrio tra il supporto alle tradizioni e la comprensione costante delle repentine trasformazioni esterne.
Va intesa come una danza perenne tra stabilità e cambiamento, un’armonia tra passato e futuro, tra le esigenze del presente e le aspirazioni delle generazioni a venire.
Per il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale auspichiamo un modello innovativo, con al centro la partecipazione attiva e un imprescindibile processo di ascolto, finalizzato a una diagnosi accurata dei bisogni del territorio e a promuovere la capacità di adattamento ai rapidi cambiamenti sociali, con la partecipazione di comunità locali e portatori di interesse.
La diagnosi, intesa come analisi approfondita del recente passato, delle criticità, di ciò che è accaduto, delle potenzialità e dei bisogni del territorio, si rivela essenziale per individuare le soluzioni più efficaci. La medicina ci insegna che una buona diagnosi è il presupposto per una terapia efficace; questo rappresenta un elemento di novità, poiché, di consueto, il progetto dello sviluppo non considera la pianificazione come punto di partenza, bensì come traguardo finale.
In secondo luogo, l’adattabilità: gli strumenti di pianificazione devono essere flessibili e duttili, capaci di adattarsi ai rapidi cambiamenti sociali ed economici, come quelli demografici e ambientali, ma soprattutto ai fulminei e imprevedibili cambiamenti tecnologici. “È la legge dell’evoluzione: adattarsi o perire” (H.G. Wells).
Questo nuovo modello si prefigge l’obiettivo di plasmare comunità sostenibili, capaci di prosperare in armonia con l’ambiente; ma per raggiungere tale ambizioso traguardo è necessario superare alcuni ostacoli, come la resistenza al cambiamento, la scarsità di risorse e la complessità delle procedure amministrative. Ciononostante, sono fermamente convinto che i benefici di questo nuovo approccio superino di gran lunga le difficoltà.
“Non c’è progresso senza lotta”
(Frederick Douglass).Il nostro obiettivo è quello di delineare uno strumento che si affranchi dalla formula standard, che dal secondo dopoguerra ad oggi ha dominato la scena, un modello che vada oltre le ambizioni municipalistiche, pur legittime e necessarie.
È lecito parlare di ambizioni, poiché questo strumento affonda le sue radici nelle ceneri della seconda guerra mondiale, trovando la sua prima formalizzazione nella legge urbanistica nazionale del 1942, e venendo poi replicato, in modo pressoché identico, in tutte le normative successive fino alla recente legge urbanistica regionale del 2023. La pianificazione, troppo spesso, si è ridotta a sterili esercizi tecnici, senza una reale comprensione delle sue implicazioni concrete, trascurando l’importanza di un percorso di sviluppo economico e sociale; così facendo, purtroppo, sono stati i contenuti tecnici a determinare, o quantomeno a condizionare, lo sviluppo dei territori.
A breve sarà dunque avviata una fase di ascolto, poiché il dialogo con il territorio rappresenta un segno di attenzione e di rispetto; il fine ultimo è quello di far emergere le potenzialità, anche quelle finora inespresse, sottaciute o trascurate, e disegnare una comunità futura dotata di uno strumento di pianificazione capace di evolvere autonomamente, sia nei contenuti, sia dal punto di vista della flessibilità procedurale.
Gli amministratori locali e gli organi tecnici comunali sono chiamati a un profondo rinnovamento, a uscire dal pantano della ritualità, della formalità, dalla logica del mero adempimento, e a immaginare quale possa essere la capacità di una pianificazione di adattarsi a circostanze e situazioni che evolvono con una rapidità assai maggiore rispetto alle vischiose capacità di adattamento della pubblica amministrazione.
Volgendo lo sguardo al passato, in qualsiasi meccanismo o fenomeno umano il tempo ha rappresentato un elemento determinante, ha condizionato e orientato le scelte, i processi, i costi, le strategie aziendali.
Già oggi, il fattore tempo è una grandezza destinata a scomparire, in quanto soggetta ad una progressiva riduzione e destinata, a breve, a scomparire dai processi a causa dall’istantaneità dei meccanismi, soprattutto nell’ambito dell’attività provvedimentale della pubblica amministrazione.
Un altro aspetto cruciale riguarda l’integrazione delle comunità straniere che, da alcuni decenni, si sono insediate nei nostri territori ma senza un’armonizzazione autentica.
È necessario promuovere il loro radicamento, organizzando il legame sin dalla nascita, poi nell’infanzia, nell’adolescenza e, infine, nell’età lavorativa.
Se in questa fase programmatoria non teniamo conto di questi aspetti sociali, progetteremo il futuro per nessuno, concependo un piano privo di destinatari.
Partendo dalla riscoperta dei valori sentimentali, siamo chiamati a concepire un prodotto utile, non arido, dotato di un’anima, di un contenuto motivazionale formidabile e che vada oltre la logica del formale adempimento.
“La cosa più importante nella vita non è tanto dove ci troviamo, quanto in quale direzione stiamo andando”
(Oliver Wendell Holmes).Auspichiamo che questo piano possa fungere da modello pilota rispetto alla tradizione, e che possa diventare la culla di una nuova cultura della pianificazione territoriale a livello nazionale.
Buon lavoro.
Giornata avvio lavori,
intervento del Presidente, Avv. Angelo Caruso.
L’Aquila, 31 ottobre 2024



