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L'AQUILA, BASILICA E SCALINATA DI SAN BERNARDINO
L'AQUILA, BASILICA E SCALINATA DI SAN BERNARDINO

La Provincia dell’Aquila

STORIA E CONTESTO TERRITORIALE

La Provincia dell’Aquila, situata nel cuore dell’Abruzzo, è una delle aree più affascinanti e ricche di storia di tutta la regione. Con una superficie di circa 5.000 km², è la provincia più estesa dell’Abruzzo e si caratterizza per una notevole varietà di paesaggi, che spaziano dalle alte montagne dell’Appennino centrale, come il Gran Sasso e la Majella, fino alle valli e ai pianori che delimitano la regione come Campo Imperatore, l’altopiano delle rocche e l’altopiano delle cinque miglia, inoltre il territorio è attraversato da numerosi fiumi e torrenti, che contribuiscono alla ricchezza naturale della zona, inoltre ospita parchi naturali di rilevanza nazionale e regionale che rappresentano aree di grande interesse per la biodiversità e per gli amanti della natura.

La provincia dell’Aquila vanta oltre alla città dell’Aquila, capoluogo di Provincia, altri centri importanti quali Avezzano, Castel di Sangro,  Sulmona e Scanno, nonché borghi più piccoli ma al contempo  ricchi di tradizioni, storia e cultura.

La città dell’Aquila è ricca di monumenti, tra i principali vi sono il Castello Cinquecentesco, la fontana delle 99 Cannelle, la Basilica di San Bernardino e la Cattedrale di Santa Maria di Collemaggio, quest’ultima è uno dei monumenti più emblematici e significativi della città dell’Aquila e dell’intera provincia. Situata su una collina a pochi chilometri dal centro della città, la cattedrale è un capolavoro dell’architettura romanica abruzzese ed è famosa in tutta Italia per la sua bellezza, la sua storia e la sua importanza religiosa e culturale.

La provincia dell’Aquila rappresenta un connubio perfetto tra territorio, paesaggio, storia, cultura e tradizioni che ne fanno un luogo di grande interesse sia sotto il profilo culturale che naturale.

 


RUOLO E MISSIONE

Il ruolo della Provincia può essere interpretato secondo una duplice accezione: da un lato, come una funzione tradizionale di supporto ai comuni nella loro attività di pianificazione; dall’altro, come una missione volta a guidare gli stessi comuni verso un innovativo ruolo di nodi interconnessi in una rete globale. È fondamentale infondere la consapevolezza che il cuore pulsante dell’interconnessione globale è ormai diffuso e omogeneamente distribuibile, non più relegato ai soli centri urbani.

A titolo esemplificativo e per entrare nei temi, è sin d’ora imposta una profonda riflessione dell’utilità di nuove opere puntuali destinate ad ospitare front office di servizi pubblici a domanda individuale, in virtù del fatto che gli scambi di informazioni necessitano sempre meno del contatto fisico, privilegiando invece la dimensione virtuale del web.

Questa riflessione si pone anche al fine di evitare che, pur in presenza di un’eccellente pianificazione a livello comunale, si giunga al paradosso di compromettere l’efficacia della pianificazione globale. Un sistema innovativo e funzionale, infatti, perde la sua valenza in assenza di una solida interconnessione tra i comuni stessi.

In definitiva, con questa fase primitiva del nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) intendiamo gettare le fondamenta e definire le strategie per valorizzare appieno il ruolo della Provincia, osservato da questa nuova e stimolante prospettiva.

Vogliamo andare oltre la mera elencazione di funzioni racchiuse in un articolo di legge, muovendoci nella direzione di un rinnovamento istituzionale (ma non di un ritorno al passato), peraltro già oggetto di dibattito in ambito parlamentare e ministeriale.

Il ruolo della Provincia va, dunque, intercettato e rafforzato nel senso del coordinamento strategico della pianificazione dei comuni (e tra i comuni). Questo approccio si fonda anche sull’art. 34 della nuova legge urbanistica regionale (L.R. 58/2023), che attribuisce alla Provincia la pianificazione strategica di area vasta e il coordinamento delle scelte urbanistiche comunali che incidono su interessi intercomunali attraverso la definizione di indirizzi strategici di assetto e cura del territorio, dovendo trarre ispirazione dal concetto di insediamento umano.

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