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L'AQUILA, BASILICA DI COLLEMAGGIO
L'AQUILA, BASILICA DI COLLEMAGGIO - Foto Credits

Vision generale

Partiamo da una consapevolezza: stiamo intraprendendo un percorso audace e ambizioso.

Non vogliamo confezionare alcun prodotto, ma un’opera di ingegno che abbia orizzonti temporali indefiniti, proiettata ad un futuro che ancora non esiste ma che siamo chiamati a forgiare.

Abbandoniamo gli schemi, le formule, i modelli di pianificazione che, imprigionati nella prassi, hanno generato strumenti di dubbia utilità, se non di vero e proprio impedimento allo sviluppo.

Siamo coscienti che la pianificazione territoriale si innesterà nel progresso tecnologico, nella struttura sociale multietnica, nei corridoi globali di energia e dati, nei processi gestiti con l’intelligenza artificiale, nelle mappature informatiche del territorio: da strumento di indirizzo, trascurato e svilito nel passato, la pianificazione si eleverà a strategico strumento di aggregazione gestionale, apicale e sovrano nel futuro.

Il nostro compito è chiaro: realizzare un dispositivo agile e fruibile, che sappia coniugare la funzione regolatoria con un’anima elastica, favorendo la libera iniziativa e l’intraprendenza.

Il Piano non sarà un freno allo sviluppo, bensì un volano, un propulsore che amplifichi le potenzialità del territorio, nel rispetto delle regole, ma senza timori reverenziali verso schemi precostituiti o, più semplicemente, senza timore di pensare diversamente.

Gli utenti non saranno esclusivamente gli enti locali e gli operatori del settore, ma auspichiamo di suscitare l’interesse di attori di alta caratura, quali multinazionali operanti nei settori informatico, territoriale, dell’e-commerce, della mobilità elettrica, dell’Internet of Things. Questo approccio, conseguentemente, richiede visione e coraggio, non può prescindere da un ardore, da una vis propulsiva, da una passione per l’innovazione che non dimentichi però la scienza e la cultura.

Non esitiamo ad osare dando libero sfogo alla creatività, poiché la vera innovazione germoglia dall’audacia di infrangere gli schemi.

Il futuro dell’Ente Provincia, oggetto di un dibattito ancora aperto in sede parlamentare, è in evoluzione e si preannuncia ricco di sfide e opportunità. Un mero ritorno al passato, con la riassegnazione di competenze ormai transitate a Regioni e Comuni, appare una soluzione anacronistica e improbabile.

È plausibile, invece, che la Provincia si elevi ad un ruolo più strategico e di coordinamento, divenendo punto di riferimento e saldo supporto per i comuni nell’affrontare le profonde trasformazioni che ci attendono, e noi siamo pronti a guidarle.

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